Usa-Africa e il ritorno di Trump l’africano

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Cosa aspettarsi dal ritorno del ciclone Trump nella sala ovale della Casa Bianca?

Se lo chiedono in molti, soprattutto nelle cancellerie africane.

Parrebbe niente di buono, se guardiamo alle mosse del tycon nel suo primo mandato, ma niente è scontato.

Le congiunture politiche cambiano rapidamente e sono possibili delle sorprese da parte della “nuova” Amministrazione americana, anche se appare in salita il recupero del gap con l’altra superpotenza, la Cina, che in questi anni ha avuto mano libera sul Continente.

Contrariamente ai predecessori Bush e Obama, che hanno visitato spesso l’Africa partecipando anche sicuramente a taluni momenti altamente simbolici per le genti africane, ufficialmente Biden e Trump non ci hanno mai messo piede, e questo qualcosa vuol pur dire, limitandosi il primo a far viaggiare la vicepresidente Harris e il secondo ricevendo alla
Casa Bianca il già presidente della Nigeria Buhari e il presidente Uhuru Kenyaa, uomo forte a
Nairobi.

Non sono poche le cancellerie del Continente preoccupate per l’avvenire dell’AGOA, l’African Growth and Opportunity Act, il trattato che regola gli scambi commerciali Usa-Africa, concepito per offrire opportunità di crescita all’economia del Continente attraverso vantaggi doganali.

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