«Ho immediatamente capito di trovarmi davanti ad un grande uomo, ricco di fede, di esperienza, di umiltà.
Era un ottimista, sì, lo definisco un vero salesiano ottimista!».
Così fratel Riccardo Racca, salesiano in Sierra Leone, ricorda padre Attilio Stra di Haiti, salesiano deceduto nell’isola in seguito ad una lunga malattia, il 30 dicembre scorso.
Padre Stra apparteneva profondamente (ed empaticamente) alla Chiesa dell’isola di Hispaniola.
«Il suo dolore notevole non era solo fisico ma direi più una pena spirituale per quella gente che lui tanto amava e che vedeva ogni giorno soffrire e lottare una battaglia molto impari ad Haiti».
Padre Attilio aveva quasi 90 anni, ha vissuto fino all’ultimo la sua missione nell’isola del mar Caraibi martoriata: la Haiti senza guida politica, priva di protezione, l’isola spartita tra gang armate, in mano al crimine e alla violenza.
Dice ancora Racca: «Attilio è stato sempre attento alla vita della gente di questo Paese: ancora a dicembre scorso non ha fatto mancare la sua voce, pur nella sofferenza».
Tutti i suoi ragazzi, di ritorno dalle vacanze natalizie, si sono stretti attorno alla bara di «colui che è stato, sulle orme di don Bosco di cui era figlio spirituale, “padre e maestro” per lunghissimi anni».
Attilio Stra nasce a Cherasco il 13 maggio 1936: dopo le scuole elementari entra in seminario ad Alba per la scuola media e il ginnasio.
A Chieri emette la prima professione il 16 agosto del 1953, ma come tanti grandi salesiani di quell’epoca, i voti perpetui li emise già in missione, nel suo caso in Vietnam, a Tram Hanh, il 24 luglio 1959, tornando in patria poi solo per l’ordinazione sacerdotale, avvenuta il 25 marzo 1963 a Torino.
Dopo aver lasciato il Vietnam, che tanto amava, dedicò la sua vita missionaria ai bambini di Haiti, dove è rimasto per quasi 50 anni.
Essere missionari ad Haiti non è mai stato facile ma forse proprio per questo il servizio della Chiesa lì è ancora più prezioso e apprezzato dalla gente dell’isola.
Sin dal terremoto di quindici anni fa, e poi dopo con l’inasprirsi del conflitto interno provocato dalla divisione del territorio in gang criminali, padre Attilio ha condiviso con i giovani haitiani pene e speranze.
«Il terremoto del 12 gennaio 2010 che ha fatto 200mila vittime, ha ulteriormente castigato chi già era schiacciato ed oppresso – ricorda Racca – Questa era la sua pena, il suo dolore; ma io nei suoi occhi ho visto sempre brillare quella luce che indica speranza di risorgere».
«Don Attilio Stra era un’anima eucaristica. Faceva dell’Eucaristia il suo vero nutrimento.
Era una persona molto ordinata, molto disciplinata, molto responsabile; un uomo di apertura e di principi – ha detto di lui don Bonhomme nella Messa dell’11 gennaio – A dire il vero, Padre Stra era un grande combattente, molto resiliente. (…)
Poiché il suo obiettivo era chiaro: ‘cambiare la vita di molti bambini non amati nel Paese’ facendosi eucaristia per loro».