Gli orrori sepolti del regime di Assad in Siria

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Giorno dopo giorno la Siria della dinastia degli Assad (finalmente crollata), lascia emergere gli orrori di una lunga dittatura.

E’ la repressione feroce degli ultimi dieci anni di regime e il suo disvelamento è appena iniziato.

Migliaia di corpi e resti umani sono stati rinvenuti vicino Damasco da giornalisti della tv panaraba al Jazeera che mostra immagini in diretta della scoperta nei pressi di Qutayfa, a nord-est della capitale.

L’inviato di al Jazeera inquadra sacchi di plastica bianca con resti di corpi con indicazioni di numeri.

«È probabile che questi corpi provengano dalle prigioni politiche del regime, come quella di Sednaya», afferma il giornalista.

Dopo la copertura mediatica trionfale sull’ingresso dei ribelli a Damasco, con i video che circolavano ovunque sui social sia sabato 7 dicembre che la domenica della fuga di Assad, testimoniando l’euforia della gente in piazza e la distruzione della statua di Assad padre, Middle East Eye ha pubblicato una serie di video significativi.

Sono le immagini delle donne in lacrime che urlando di gioia erano in attesa dei loro cari prigionieri per anni nelle carceri siriane.

La liberazione degli oppositori politici al regime, l’apertura delle carceri, il ritorno nei villaggi sotto assedio, sono state le prime immagini giunte dalla Siria libera.

Successivamente hanno fatto irruzione quelle tragiche, di un Paese per anni ostaggio di una famiglia di dittatori sanguinari.

Tra le analisi relative alle cause che hanno portato proprio ora l’opposizione a scatenare una reazione, determinando il crollo del regime, c’è quella di Anthony Samrani, giornalista libanese del quotidiano L’Orient le Jour che scrive:

«il presidente siriano Bashar al Assad esibiva un grande sorriso quando, nel maggio 2023, fece il suo ritorno nella Lega araba.

Aveva vinto la guerra vendendo la sovranità alla Russia e all’Iran.

Aveva schiacciato la rivolta grazie a questi alleati.

L’uomo di cui nel 2011 si annunciava la caduta, dimostrava che il tempo era il suo migliore alleato e che il mondo intero, nel nome del realismo, avrebbe finito per dimenticare tutti gli orrori commessi».

Ma proprio l’azione di Hamas a Gaza il 7 ottobre 2023 ha cambiato le carte in tavola.

«Poi il leader di Hamas Yahya Sinwar- scrive – incoraggiato o no dai suoi alleati iraniani, ha deciso di far saltare tutti gli argini.

Il suo alleato siriano ha fatto di tutto per evitare di essere trascinato dall’alluvione, dopo gli avvertimenti di Tel Aviv che fin dal primo giorno ha minacciato di farlo saltare se avesse mosso un dito».

Lo svelamento di anni di storia recente e l’emergere degli orrori siriani è appena iniziato: la nuova Siria si costruirà sulle macerie del passato e su una rinascita che avrà bisogno di giustizia e restituzione.