«La situazione a Cuba è difficile, non solo sotto l’aspetto socio-economico e politico, ma anche per quello religioso. Oggi molti giovani cubani emigrano: escono da Cuba alla ricerca di nuova aria e nuovi orizzonti».
A raccontarlo è Padre Josè Agustin Zamora Gil, della diocesi di Matanzas, 100 km a est di L’Avana.
La testimonianza, direttamente dall’isola caraibica guidata da Miguel Díaz-Canel, è parte di un docu-film prodotto da Luci nel Mondo e Fondazione Missio.
«Siamo un Paese senza risorse – afferma anche Emanuela Nicolis, missionaria delle Piccole Sorelle di Gesù – Un pensionato guadagna 1500 pesos al mese, ma trenta uova costano 3300 pesos, come si fa a vivere così?».
Il Pil pro-capite dei cubani non supera i 7mila e 500 dollari l’anno (peggio fanno solo Perù e Colombia), mentre quello della Svizzera arriva a 83mila.
La Repubblica socialista (monopartitica) è immersa nella miseria, nonostante i proclami di ripresa annunciati dal regime al potere. «La maggior parte dei giovani sogna di migrare – ribadisce Gian Carlos Perez, ventenne cubano – Io ne avevo la possibilità ma poi mi sono detto: perché lasciare un Paese che mi ha visto nascere?».
Queste premesse fanno di Cuba, per certi versi un’isola “martire”.
Padre José Agustin, Coordinatore della pastorale giovanile locale, però non si dà per vinto e ha avuto un’idea: organizzare vere e proprie «missioni diocesane di speranza» con i giovani.
L’obiettivo è stare «accanto alla gente che ha più bisogno, e condividere la fede con i fratelli in mezzo alle difficoltà quotidiane», dice.
Il progetto, realizzato con i Frati Francescani conventuali, è sostenuto da Missio Giovani proprio per la Giornata dei Martiri. «Va premiato – spiega la Fondazione Missio –
Perché nell’Anno giubilare sono proprio loro, i cubani che hanno meno di trent’anni ad impegnarsi per i bambini, gli anziani e gli altri giovani del loro Paese, anziché andarsene via».
Il Progetto, “Giovani missionari, seminatori di speranza”, punta a rivitalizzare la comunità della diocesi di Matanzas, portando gioia dove c’è fatica.
Nel dettaglio: quindici ragazzi tra i 15 e i 25 anni, per tutto l’anno giubilare, un weekend al mese, si ritrovano per realizzare vere e proprie “missioni popolari”.
Celebrazioni e attività ludiche, dinamiche di gruppo per bambini e adolescenti; sostegno e visita agli anziani. Per rendere possibili questi 12 fine settimana servono però dei soldi.
Vanno affrontati costi di gestione che i cubani non possono permettersi, destinati ai pasti, ai trasporti, al materiale di cancelleria, alle celebrazioni ed altri strumenti.
Per chi volesse donare:
Modulo di donazione online: www.missioitalia.it
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Progetto 117 – Cuba: Martiri 25