“Popoli in cammino, senza diritto d’asilo” è il titolo dell’ottavo report della Fondazione Migrantes dedicato alle migrazioni forzate nel mondo, in Europa ed in Italia in particolare.
Presentato mercoledì 11 dicembre presso l’Università Gregoriana a Roma da un panel di esperti del settore, il report curato da Cristina Molfetta e Chiara Marchetti, si avvale delle ricerche di una equipe di autori e autrici che hanno interpretato i dati dando loro i tratti dei volti dei protagonisti.
Nel suo saluto di apertura, monsignor Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, si è augurato che «questo lavoro possa aiutare a rendersi conto di chi sono le persone verso cui si stanno attuando veri crimini di “lesa umanità”», come il papa definisce tutte le forme di schiavitù moderna, in particolare la tratta di esseri umani.
«Sono crimini – ha aggiunto monsignor Felicolo – che non possiamo più solo “registrare”. E sono persone alle quali abbiamo il dovere di restituire giustizia e umanità».
Nel mondo a metà del 2024, c’erano 122,6 milioni di persone colpite da “sradicamento forzato globale” (rifugiati, richiedenti asilo, sfollati interni).
E la previsione è che con gli scenari geopolitici attuali, saranno 130 milioni entro la fine dell’anno.
Mentre guerre e conflitti si allargano e anche situazioni estreme legate al cambiamento climatico contribuiscono ad aumentare il numero delle persone in fuga dalla propria terra, le risposte alle cause profonde delle migrazioni forzate hanno tempi e iter burocratici troppo lunghi.
In questi giorni si è riaperta la situazione siriana: nel report ci ricorda che già da anni la Siria (circa 183 mila richiedenti nel 2023) è il principale Paese d’origine delle persone che cercano rifugio nell’Unione europea.
In Italia, sono la seconda nazionalità di provenienza di chi arriva, in particolare, dalla rotta Mediterranea.
Nel frattempo è stato approvato il “nuovo” Patto europeo sulla migrazione e l’asilo: un compromesso che prelude a un ulteriore impoverimento dei diritti di richiedenti asilo e rifugiati.
Il report della Fondazione Migrantes non si limita a fotografare la situazione attuale ma fa proposte in ambito legale, sociale ed etico, mettendo l’accento anche su esperienze in atto come quelle delle “suore di frontiera” che in Italia lavorano con i rifugiati, i minori, le donne vittime di tratta e le persone rinchiuse nei Cpr.
Attenzione particolare viene anche data alla questione dei minori non accompagnati e dei tutori volontari, dando spazio ad un approfondimento teologico, che partendo dal Mediterraneo, propone di costruire una “teologia dell’asilo”.